mercoledì 17 gennaio 2018

Rivoluzione sopracciglia: Neve Cosmetics lancia "Brow Model"!

Buongiorno a tutte, fanciulle!
Se c'è una cosa che devo assolutamente sistemare ogni giorno, sono le sopracciglia: non esco di casa senza averle truccate a dovere, e aver applicato un velo di mascara sulle ciglia e un tocco di rossetto sulle labbra.
Ho quindi accolto con entusiasmo il primo lancio 2018 di Neve Cosmetics, "Brow Model":
È la risposta a "Gimme Brow!" di Benefit Cosmetics? Forse.
Di certo, le quattro tonalità di "Brow Model" incontreranno le necessità di tutte noi, bionde, rosse, castane o more:
Da sinistra: Oslo Blonde, London Ash, Roma Brown e Lisboa Black
"Brow Model" sarà disponibile dal 19 Gennaio sullo store online del marchio e presso i rivenditori autorizzati, e non vedo l'ora di provarlo nella tonalità "Roma Brown" che sembra perfetta per me!

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 16 gennaio 2018

"Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Il nostro tempo nel mondo" di Abby Fabiaschi, edito Nord (rilegato a 16,90€):
Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d’introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...

E se la morte non fosse la fine di tutto?
Se dopo ci fosse ancora la possibilità di intervenire nella vita di chi amiamo, anche se senza essere visti o sentiti?
Abby non sa dove si trovi, o cosa ci sia esattamente davanti a lei, ma sa di poter ancora fare qualcosa per aiutare il marito Brady e la figlia Eve a superare il dolore dovuto alla sua morte, e non intende mollare sino a quando non avrà trovato una sua degna sostituta.
Questa era la curiosa premessa di "Il nostro tempo nel mondo" ed è stata sufficiente a farmi bramare il romanzo, che ho divorato durante le vacanze di Natale, giorni in cui io e il mio iPad2 siamo davvero entrati in simbiosi e ho potuto portarmi avanti leggendo diverse uscite di inizio 2018.

È una lettura che mi ha catturata da subito, perchè la voce di Maddy e la sua tenera determinazione nel voler trovare un sostegno per il marito e la figlia mal si conciliavano con l'ipotesi di suicidio che, oggettivamente, sembrava l'unica possibile.
Maddy era sola, sul tetto della biblioteca, prima che il suo corpo venisse ritrovato a terra di fronte al palazzo: tuttavia, proprio non si riesce a comprendere le ragioni del suo gesto.
L'immagine che emerge della donna dai pensieri e dai ricordi della figlia e del marito, infatti, è quella di una guida per entrambi, di un mediatore quando padre e figlia discutevano e di una fonte di tenerezza e comprensione quando necessarie.
È proprio questo a mancare, in modo prepotente e assordante: manca l'ancora di Brady, e il sostegno di Eve. Manca quella persona che forse Eve ha dato troppe volte per scontata, il motivo per cui esiste un giorno chiamato Festa della Mamma e che ora non sarà più una festa, in casa loro.
Manca qualcuno con cui parlare davvero, perchè il dolore e il lutto finiscono per allontanarla anche dagli amici, e in fondo manca anche il padre, che cerca troppo spesso conforto nel bicchiere invece che tra le braccia di sua figlia.
Brady non riesce ad accettare che la sua Maddy non ci sia più, e di non essersi accorto del dolore che potrebbe averla portata a saltare dal tetto di un palazzo.
Come ha potuto non vedere che sua moglie aveva bisogno d'aiuto?
È qualcosa che gli fa mettere tutto in discussione, e che mette a dura prova il suo rapporto con Eve.
A mettere tutto a posto potrebbe essere Rory, che sembra proprio la persona giusta per Brady ed Eve: la donna ha a sua volta patito un grande dolore, e sarebbe quindi in grado di comprendere i sentimenti dei suoi famigliari e dare loro conforto.
Funzionerà?
"Il nostro tempo nel mondo" non è un romanzo facile da leggere, e credo non sia stato nemmeno facile da scrivere: il dolore, il rimorso, la nostalgia permeano le sue pagine, ed è impossibile non sentirsi profondamente toccati.
Maddy, dal canto suo, è la perfetta voce fuori campo, alla quale ci si affeziona con dolore, sapendo da subito che, per la donna, non potrà esserci un vero lieto fine: che riesca o no nella sua missione, ha perso la possibilità di stare accanto alla sua famiglia.
Ho apprezzato moltissimo questo personaggio evanescente ma allo stesso tempo simbolo di solidità e stabilità, la sua voce, la sua determinazione.
Forse l'unico limite che posso trovargli é che quello che dovrebbe essere un colpo di scena verso la fine del romanzo è in realtà ampiamente prevedibile, ma a lettura finita è chiaro che questa fosse l'unica conclusione possibile, per Maddy, per Brady e anche per Eve.
Nonostante questo, è stata una lettura appassionante, ricca d'emozione e che mi sento davvero di consigliare a tutti.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

lunedì 15 gennaio 2018

"La regina di Saba" di Knut Hansum

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La regina di Saba" di Knut Hansum, edito Iperborea (brossurato a 9€):
Ci sono incontri, sguardi, gesti, parole che possono segnare il cammino di una vita. Ce li portiamo accanto, continuando a rincorrerli e a ritrovarli, e tanto più forte è l'estasi quando l'immagine inseguita ci si ripropone. E questo che accade al consueto vagabondo in cui Hamsun proietta tutta la sua esacerbata irrequietudine, un non meglio precisato critico letterario norvegese che si trova a girovagare senza meta attraverso la Svezia. Fermatosi una notte alla stazione postale di Barby, s'imbatte in un'affascinante ragazza dallo sguardo profondo e dai modi spigliati e anticonvenzionali, e se ne invaghisce perdutamente. Sono gli ultimi mesi del 1888, quando Julius Kronberg espone il suo grande dipinto "La Regina di Saba a Gotebörg", e lo scrittore ravvisa una straordinaria somiglianza con la ragazza. Ma l'idillio ha breve durata. Lei scompare senza lasciare messaggi né tracce, anche se fatalmente indimenticabile. Quattro anni dopo la «regina» ricompare all'improvviso su un treno in partenza da Malmö e riaccende l'amore del protagonista. Inizia così un lungo e imprevedibile inseguimento, un viaggio con ogni sorta di stravaganti incontri che lo porta fino a Kalmar, sulle rive del Baltico, dove finirà per reinventarsi una nuova professione e una nuova vita per continuare il suo assedio. Deciso più che mai a non risparmiarsi nessuna fatica, non esitare davanti a nessun viaggio, non aver paura di nessuna spesa per raggiungere la sua felicità.

Un recupero delle vacanze di cui volevo assolutamente parlarvi, perfetto nella sua semplicità e nelle sue dimensioni decisamente contenute.
Il racconto di Knut Hansum inizia e finisce nel giro di 40 pagine, che racchiudono tutto.

Il viaggio con meta ignota, senza bagaglio e senza un progetto; la curiosità che diventa ossessione; la perdita del senso della misura.
Al protagonista di "La regina di Saba" capita tutto questo, e come conseguenza di un incontro rapido (e per il lettore non particolarmente incisivo) con una ragazza in una pensione, ragazza i cui tratti assomigliano non poco a quelli della regina di Saba nel dipinto di Julius Kronberg.
Ogni suo tentativo di ritrovarla fallisce, sino a quando, anni dopo, la rivede.
Così, per puro caso, ed è così che senza alcuna esitazione salta su un treno, dando inizio a un viaggio che porta noi indietro nel tempo e lui a centinaia di km di distanza da quella che sarebbe stata la sua destinazione. Un viaggio costoso, lungo, scomodo, ma che importa?
Tutto ciò che conta è ritrovarla.

Knut Hansum non aveva bisogno di più di 40 pagine per raccontare gli effetti di un'infatuazione diventata fantasia e sfociata in ossessione, e non aveva bisogno di altre parole per accompagnare il suo protagonista verso un epilogo forse prevedibile, ma non per questo meno spietato.
Non è facile raccontare l'illusione e il suo dissolversi con la stessa eleganza e la stessa misura, ma Knut Hansum ci riesce, e il suo "La regina di Saba" è un racconto da scoprire e da assaporare sorseggiando una tazza di ottimo tè.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

venerdì 12 gennaio 2018

"Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita... e forse il mondo" di William Harry McRaven

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita... e forse il mondo" di William Harry McRaven, edito Piemme (rilegato a 12,90€) in uscita il 16 Gennaio:
Non è un'esperta di riordino o una madre esasperata a dettare questa semplice regola, ma un ammiraglio a quattro stelle della Marina americana. Nel suo discorso tenuto ai laureandi dell'università del Texas alla cerimonia di consegna dei diplomi, William McRaven ha condiviso i dieci principi che ha imparato durante l'addestramento da Navy seal e che lo hanno aiutato a superare le sfide non solo nella sua carriera, ma lungo tutta la sua vita. Perché non è necessario essere un Navy Seal per trovarsi in situazioni difficili, dover prendere decisioni complicate o affrontare compiti apparentemente insormontabili. Chiunque, ha detto, può usare queste semplici regole per migliorare se stesso, e il mondo. 
Quel discorso, che ha avuto oltre cento milioni di visualizzazioni in rete, è il punto di partenza di Fatti il letto, un bestseller diventato in breve un piccolo classico, ai vertici delle classifiche per mesi e in corso di pubblicazione in 24 lingue. Intrise di empatia e coraggio, queste pagine hanno il contagioso potere di ispirare il lettore a dare il meglio di sé e ottenere il massimo dalla propria vita.

«Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata.
Questo vi darà una sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concluderne un altro, e poi un altro ancora. Farsi il letto, inoltre, rimarca la consapevolezza che nella vita le piccole cose contano.
Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi».

Ero molto curiosa di scoprire questo libro, perchè il video del discorso di William McRaven mi aveva colpita moltissimo, e quindi eccoci qui.
L'ho letto, e che dire? Decisamente all'altezza delle aspettative.
Mi ha colpita per la forte connotazione personale che l'ammiraglio ha saputo dare a quello che rischiava di essere un discorso già sentito, e che invece arriva dritto alla mente e al cuore.
Non sarò mai un Navy Seal e probabilmente non dovrò mai passare indenne un'ispezione dell'uniforme, ma di sicuro da quando l'ho letto ho iniziato ad affrontare in modo diverso cose che, prima, giudicavo delle grandi seccature.
Come rifare il letto al mattino, per esempio.
La filosofia di McRaven incontra appieno il mio modo di gestire le giornate, però, e mi sono ritrovata da subito nelle sue parole: mi piace iniziare la giornata spuntando qualche voce dalla mia lista, è una cosa che ho sempre detto, e quando guardo l'orologio alle 9 e mi rendo conto di aver già fatto tante cose mi sento indubbiamente meglio. Quindi bando alle lagne, e sotto con copriletto e cuscini, che quel letto non si rifarà certo da solo!

Sono dieci, le lezioni di vita che William McRaven ha acquisito negli anni del suo addestramento, e che ha citato nel suo celebre discorso: vediamole insieme in breve, che ne dite?
Se vuoi cambiare il mondo…

... inizia rifacendo il tuo letto ogni mattina, perchè se non riesci a fare le piccole cose nel mondo giusto, difficilmente ti riuscirà con quelle più impegnative;

trova qualcuno che ti aiuti a pagaiare, perchè non puoi cambiare il mondo da solo - anzi, avrai bisogno di aiuto - e lungo la strada che va dal tuo punto di partenza alla tua destinazione avrai bisogno di amici, colleghi, persino della buona disposizione nei tuoi confronti da parte di perfetti estranei - e di un buon timoniere a guidare tutti quanti;

... giudica una persona dalla misura del suo cuore. L’addestramento militare in questo aiuta: si è tutti uguali, e conta solo la tua determinazione ad arrivare in fondo e con successo. Non conta il colore della tua pelle, la tua educazione, il tuo status.

... supera il fatto che a volte non sarai altro che un biscotto allo zucchero, e continua ad andare avanti. Ok, questa ve la spiego perchè detta così non ha assolutamente senso, giusto? In breve, durante il periodo di addestramento, coloro che fallivano l’ispezione dell’uniforme (se le scarpe non erano lucide, o mancava la fibbia della cintura, e via dicendo) dovevano correre verso la riva e immergersi completamente vestiti, e rotolarsi nella sabbia fino a esserne completamente rivestiti. L’effetto finale è chiamato “biscotto allo zucchero”, e la punizione consiste nel doversi tenere addosso tutto questo tessuto freddo, bagnato e pruriginoso per via della sabbia per l’intera giornata. È una cosa che capita a tutti almeno una volta, ma che non deve fermarti dal fare meglio all’occasione successiva, ed era anche una lezione nel momento in cui ti insegnava che, nonostante i tuoi sforzi, non avresti mai avuto l’uniforme perfetta. E che va bene così.
… non aver paura dei circhi. Lo so, lo so: vi spiego anche questa. Il circo altro non era che un allenamento addizionale di due ore al quale dovevano prendere parte coloro che, nel corso dell’allenamento giornaliero, non avevano performato in modo sufficiente. Un circo era pensato per stancarti, per abbattere il tuo spirito e per farti saltare i nervi, ma la vita è fatta di prove di questo tipo. Probabilmente fallirai spesso, e sarà doloroso, oltre a scoraggiarti e a farti venire voglia di mollare , ma saranno proprio i circhi a renderti una persona migliore.

... devi buttarvi giù dall'ostacolo a capofitto .

… non indietreggiare di fronte agli squali: nel mondo ce ne sono tanti, e se vuoi completare la tua nuotata devi imparare ad affrontarli e a gestirli, prima o poi.

… devi fare del tuo meglio nel momento peggiore.
Durante una missione, è nel momento di massima criticità e pericolo che devi restare calmo, composto. È lì che tutto ciò che hai imparato, le competenze tattiche acquisite, la tua forza fisica e quella interiore devono emergere.

… devi iniziare a cantare quando sei immerso nel fango fino al collo. Questa colorita metafora altro non è che un modo per dire che non bisogna mia perdere la speranza e la voglia di trasmetterla al prossimo, a prescindere da quanto sia catastrofica la nostra condizione. Se sei immerso nel fango fino al collo hai solo la tua voce a disposizione... quindi canta. A pieni polmoni.

… qualsiasi cosa accada, non suonare la campana.
Anche qui urge una spiegazione, lo so. Al centro di ogni complesso di addestramento dei Navy Seal, in un luogo ben visibile a tutti gli allievi, c'è appesa una campana. Tutto ciò che devi fare per lasciare il programma è raggiungerla e suonarla. Suona la campana e non dovrai più alzarti alle cinque, o correre, o concludere un percorso a ostacoli... e non dovrai più gestire le difficoltà legate al tuo addestramento. Basta suonare la campana e ne sei fuori, ma se vuoi portarlo a termine quella campana deve essere sempre ben lontana dalla tua portata.
Se vuoi cambiare il mondo, o anche solamente te stesso, e portare a termine qualcosa di grande, non suonare mai la campana.

Spero di essere riuscita a spiegarvi i tanti riferimenti all'addestramento dei Navy Seal e a trasmettervi quanto mi sia ritrovata nel modo di pensare di William McRaven: non è un libro sull'organizzazione, nè un manuale di autoaiuto, ma è sicuramente una lettura che apre la mente e che aiuta a sentirsi pronti ad affrontare le sfide della vita con tanta grinta in più. Vi renderà anche più produttivi e organizzati, come effetto collaterale, quindi tenetene conto!
Consigliatissimo come autoregalo motivante per il 2018, e state lontani dalle campane ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

"Favola splatter" di Beppe Tosco e Francesco Tosco

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Favola splatter" di Beppe Tosco e Francesco Tosco, edito Frassinelli (rilegato a 16,90€) in uscita il 16 Gennaio:
Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L'ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che - una volta evacuata dai suoi consumatori - abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d'estate, però, un temporale fa cadere un'enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l'hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all'infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l'odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che - non potendo fare nulla per fermare l'ondata di violenza - decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?

Meravigliosamente inquietante, e temo più vero di quanto ci piaccia ammettere.
Cosa c'è di più spaventoso, infatti, della violenza che si nasconde dentro di noi, sotto strati e strati di freni inibitori, di convenzioni sociali e di educazione imposta con più o meno successo sin dalla tenera età?

"Favola splatter" ci racconta, insomma, e racconta una Milano che non è più tanto da bere quanto da corsa. Una città frenetica, che non dorme e non ti fa dormire mai, che stimola e sovrastimola i suoi abitanti e che, anche se non la cambierei con nessun altro posto al mondo, a volte finisce per sopraffare chi l'abita. Quale ambientazione migliore per il dramma stupefacente (è il caso di dirlo) che vede l'imponente scorta di Gheorge Pop di quella che dovrebbe diventare, con l'aiuto di un buon chimico, cocaina riciclata e di nuovo pura al 96%, dispersa tra raffiche di vento degne della migliore tempesta estiva?
L'intera città inspira ed espira una droga capace di farle perdere ogni freno inibitore, e i suoi abitanti cedono ai loro desideri più sfrenati.
#MilanoFiesta nasce così, sui media che diffondono senza sosta video e immagini di quello che sembra un sadico e caotico rave a cielo aperto, e una violenza di strada che ricorda quella così ben narrata da Hubert Selby Jr. nel suo celebre "Ultima uscita per Brooklyn": un hashtag per catalogare la follia sanguinaria che nessuno sembra capace di fermare.

Beppe Tosco racconta la violenza quotidiana e insita in ognuno di noi attraverso la sua caratterizzazione più estrema e, a tratti, carica di humour nero, ma racconta anche cosa voglia dire essere un eroe oggi, attraverso il personaggio di De Leo.
De Leo non è un cavaliere senza macchia e senza paura, non possiede una spada laser e non può estrarre nessuna spada dalla roccia. Sa di non potere nulla contro un'intossicazione di massa per via aerea, ma sa anche cosa è davvero importante nel momento in cui l'umanità si abbandona totalmente alla violenza e alla mera crudeltà: preservare l'innocenza, per salvare il futuro.
È questo a legarlo a Lola e Vladi, e non volendovi rovinare la lettura ci tengo a dirvi di tenerli d'occhio, i giovani membri dell'improbabile terzetto: Vladi vi farà sorridere fino all'ultima pagina.
De Leo si chiede anche se davvero basti respirare un po' di polvere bianca per scendere in strada e squarciare gole, spezzare gambe e pugnalare ventri, e la risposta (parziale e che, in fondo, è quella che da esseri umani temiamo) alla sua domanda arriva nelle ultime pagine di questo romanzo che, ve lo assicuro, si legge tutto d'un fiato.
Mi ha ricordato alcuni dei miei grandi amori, dal già citato Hubert Selby Jr. a Bret Easton Ellis, senza che si perdessero l'ironia e il senso dell'umorismo caratteristici del lavoro televisivo e radiofonico di Beppe Tosco: consigliato, potrebbe stupirvi.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

giovedì 11 gennaio 2018

"La musica perfetta" di Kat French

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "La musica perfetta" di Kat French, edito HarperCollins (rilegato a 16,90€) in uscita il 25 Gennaio:
Honeysuckle Jones ha bisogno di un uomo. O meglio, questo pensano le sue migliori amiche Nell e Tash, che ora hanno una missione: aiutarla a trovare quello giusto. Deve essere intelligente, attento, divertente, ma soprattutto non dev'essere goffo. Insomma, deve avere delle buone mani. Da pianista, per esempio. Il nuovo vicino di casa di Honey, l'ex chef Hal, non è certo il candidato ideale: è scorbutico, asociale, e non suona nemmeno il pianoforte. Eppure, nonostante l'antipatia evidente, la sua voce ha un certo non so che, e sembra in grado di sviluppare una qualche alchimia, scariche elettriche, cose del genere. Peccato che sia decisamente l'uomo sbagliato. Ma quando Honey scopre il vero motivo che si nasconde dietro tanta ostilità, decide di concedergli un'altra occasione... di diventarle simpatico. Perché a volte sono le note dissonanti a rendere una musica perfetta.

Finalmente in libreria!
Ricordate quando era apparso su Amazon nel 2016?
Non era il momento giusto, ma ora ci siamo: Kat French e il suo irresistibile cast da commedia anglosassone ("Love Actually" e "Notting Hill" in primis) arrivano in libreria il 25 Gennaio, e credetemi: questo vorrete leggerlo!

Honeysuckle è decisamente #UnaDiNoi, single e in cerca di un principe azzurro che pare proprio essersi perso per strada.
Certo, ha accanto amiche strepitose che le organizzano ogni sorta di appuntamenti al buio con papabili candidati, ma chissà come mai, nessuna di queste strade sembra portare mai da qualche parte... mentre i rarissimi sorrisi del vicino scontroso Hal riescono sempre a farle battere il cuore.
Lui non è certo un principe azzurro, anzi!

Hal è musone, brontolone, a volte semplicemente maleducato, e anche se all'inizio è facile pensare che tra i due non potrà mai nascere qualcosa, una volta svelato il segreto che l'uomo porta nel cuore è decisamente più facile giustificarlo.
E poi sa cucinare: solo per questo, con me le porte si spalancano (e c'è una scena parecchio sexy che vede Hal e Honey impegnati proprio in cucina, in quella che vorrebbe essere una lezione ma poi...).
Detto così, rischiava di essere la solita storia letta tante volte, però: l'amore tra vicini che non si sopportano non è esattamente un argomento nuovo.
E invece...
E invece Kat French è riuscita a costruire un romanzo romantico ma, soprattutto, divertente.
Alcune scene sono esilaranti, certe battute ve le ricorderete a lungo, e volterete l'ultima pagina con un sorriso rilassato stampato in volto perchè "La musica perfetta" è decisamente una coccola rilassante.
Tra amiche fin troppo pronte a condividere tutto con Honeysuckle, persino un'uscita a caccia di vibratori (ve le ricordate Carrie e Charlotte alla scoperta del coniglio, guidate da Miranda?), agli esauberanti vecchietti con i quali ha a che fare per lavoro - con esiti imprevedibili - avrete di chi divertirvi ;)

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

mercoledì 10 gennaio 2018

"Ti scrivo da Auschwitz" di Ellis Lehman e Shulamith Bitran

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Ti scrivo da Auschwitz" di Ellis Lehman e Shulamith Bitran, edito Piemme (rilegato a 18,50€) in uscita il 16 Gennaio:
Ellis e Bernie sono ebrei, vivono vicino all'Aia e si amano con l'urgenza dei loro 17 anni. Hanno molti progetti, di cui uno banale ma più pressante di tutti: stare insieme per sempre. L'occupazione nazista dei Paesi Bassi, nel 1942, rende folle la banalità. In breve diventa troppo pericoloso per gli ebrei restare in città. Umiliati da una stella gialla sul petto, devono consegnare le biciclette e rinunciare a frequentare le scuole e i locali pubblici. Senza contare le temute convocazioni per la Polonia, che gli ebrei cominciano a ricevere. Ufficialmente per andare a lavorare, ma nessuno ci crede. I genitori di Ellis decidono di nascondersi in una località sperduta nella brughiera. Bernie invece resta per aiutare la sua gente. I due ragazzi si promettono di tenere ciascuno un diario, da consegnare all'altro alla fine della guerra. Si danno inoltre appuntamento per ritrovarsi, di martedì alle quattro del pomeriggio, sulla panchina del loro primo bacio. Passato il pericolo, Ellis si presenta più volte all'appuntamento, ma di Bernie nessuna traccia. Finché tre anni dopo la loro separazione, proprio nel giorno del suo matrimonio, Ellis riceve un pacchetto che, a giudicare dall'aspetto logoro, deve aver fatto molta strada. Quando lo apre, si sente mancare. Sono i diari di Bernie. Ci vorranno più di sessant'anni prima che Ellis abbia il coraggio di leggerli e di unirli ai suoi. E finalmente il loro abbraccio vincerà la storia.

Questa è una vecchia lettura: il memoir era già uscito nel 2013 con il titolo "Il nostro appuntamento", anche se la nuova copertina mi piace di più.
Ricordo quanto mi avesse preso il cuore, e visto che nel 2013 non parlavo ancora di libri su questo spazio, mi sembra un buon motivo per raccontarvelo oggi.

«Davanti a me si apre un periodo di difficoltà e pericoli.
Se queste saranno le ultime righe che scriverò, mia Ellisje,
ricevi allora ancora una volta il mio amore».

Madre e figlia raccontano insieme uno dei periodi più difficili del Novecento, attraverso diari, lettere, appunti e una narrazione efficace e puntuale che sveli tutto ciò che si nascondeva tra le righe - e nei cuori - dei giovani protagonisti di questa emozionante storia d'amore e coraggio.

È la storia di due ragazzi che, nel momento in cui il loro giovane amore li porta a fantasticare su un futuro insieme fatto solo di gioia e di momenti condivisi, si trovano ad affrontare una guerra per loor incomprensibile, e a subirne le conseguenze.
Costretti a separarsi nel momento in cui il padre di Ellis decide di agire concretamente per nascondere e mettere in salvo la sua famiglia, i due ragazzi decidono di tenere un diario, nel quale riversare pensieri ed emozioni cercando di non interrompere (almeno nella loro mente) il dialogo con l'altro. Nel cuore c'è anche la speranza data dalla promessa di ritrovarsi a guerra finita, alla loro panchina, appuntamento al quale Bernie purtroppo non si presenterà mai.
Le sue parole, e il suo amore mai spentosi, raggiungeranno la ragazza anni dopo, attraverso un pacchetto contenente i suoi diari, ormai logori.Ad Ellis occorrono sessant'anni per trovare il coraggio di aprirli, ma quando decide di farlo è come tornare indietro: confrontandoli con i suoi scritti e i suoi ricordi, realizz aancora una volta quanto lei e Bernie fossero in sintonia seppur impossibilitati a comunicare, e sentendosi forse un po' meno in colpa per essere sopravvissuta (sentimento che ha caratterizzato molte delle persone scampate alla persecuzione nazista, soprattutto quando hanno visto morire persone a loro care) nel constatare quanto questo fosse il desiderio del suo primo, grande amore.
Quello che vi troverete tra le mani è un memoir che sa di romanzo, un dialogo tra madre e figlia ma anche tra Ellis e il lettore, al quale la donna ormai ottantenne affida la storia del suo Bernie perchè lui, e li loro amore, non vengano dimenticati.
Il suo racconto è intervallato da stralci di lettere, di pagine di diario e di riflessioni della figlia, che porta il suo pensiero di "erede" della Shoah, in quanto figlia di una sopravvissuta.
È uno spaccato sulla vita "dopo", su quello che succede quando hai vissuto l'orrore e poi sei dovuto tornare alla normalità: Ellis si è sposata, ha avuto una figlia, e ha avuto una vita che in fondo potremmo definire normale, ma quando ha inciso sul suo modo di vedere il mondo aver vissuto quegli anni di orrore? E quanto ha pesato sulla vita di sua figlia?
"Ti scrivo da Aushwitz" è una testimonianza limpida del prima, del durante e del dopo uno dei momenti più terribili per popolo ebraico (e non solo), che arriva dritta al cuore e che, a distanza di anni, è riuscita a commuovermi durante la rilettura.

È una testimonianza struggente di una delle pagine più buie della nostra storia, e di quante vite siano state spezzate dalla crudeltà dell'ideologia nazista.
Impossibile non emozionarsi pagina dopo pagina, impossibile interrompere la lettura prima di essere giunti alla fine.
Se siete in cerca di un memoir riuscito, brillante ed emozionante per la giornata della memoria, questo è il libro che fa per voi.

Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3

martedì 9 gennaio 2018

"Amore senza ombre" di Jay Crownover

Buongiorno a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
La chiacchiera librosa di oggi è dedicata a "Amore senza ombre" di Jay Crownover, edito HarperCollins (rilegato a 16,90€), in uscita il 25 Gennaio:
Che Hudson Wheeler è un bravo ragazzo lo sanno tutti, compresa la fidanzata di una vita che l'ha tradito a un passo dal matrimonio. Ma dato che fare sempre la cosa giusta non paga, Wheeler ha deciso che è giunto il momento di cambiare stile e vivere alla giornata, concedendosi notti folli, belle macchine e ragazze disponibili. Una vita spericolata, insomma, sul filo del rasoio. Poi ritrova una vecchia amica, Poppy Cruz, e quegli occhioni tristi nel viso più bello che abbia mai visto lo colpiscono dritto al cuore. Di colpo, l'unica cosa che desidera è prendersi cura di lei, cancellare le sue paure, vederla sorridere di nuovo. Bella e delicata come un fiore, Poppy considera ogni estraneo un potenziale nemico, ogni uomo un possibile aggressore. È questo che la vita le ha insegnato: chi doveva proteggerla l'ha tradita nel più orribile dei modi e ora lei tiene il mondo a distanza. Stranamente, però, con Wheeler non ci riesce. Perché c'è qualcosa nel sorriso accattivante e nelle ruvide mani da meccanico di quel ragazzo che le fa venire voglia di stargli vicino. Di fidarsi di nuovo di qualcuno. Forse l'unico in grado di riparare il suo cuore e la sua anima danneggiati è proprio lui, con il suo tocco, le sue parole, il suo amore...

Ci siamo! Wheeler è finalmente arrivato... o quasi. Manca pochissimo, ma io non avevo resistito e quindi eccomi qui a raccontarvi la sua storia perchè Wheeler è uno dei miei preferiti in assoluto tra i ragazzoni tatuati di zia Jay.

E non mi ha sorpresa il fatto che questo fosse il mio volume preferito dell'intera serie, perchè se c'è una cosa che Jay Crownover sa fare bene è raccontare stoire di persone che lottano ogni giorno per guarire da un grande dolore, ed è esattamente il caso di Poppy e Wheeler.
Lei è rimasta talmente scottata da un rapporto fatto di abusi e di sofferenza da aver paura di avere qualsivoglia contatto con un uomo, chiunque egli sia; lui si è visto crollare il mondo addosso nello scoprire che non solo la donna con cui sperava di passare il resto della vita l'ha tradito, ma era pronta a sposarlo comunque e basare il loro rapporto su una bugia.
E se è vero che Wheeler è stanco di fare sempre la cosa giusta e restare fregato, allo stesso tempo prova un fortissimo istinto protettivo nei confronti di Poppy....
Volete ascoltare la playlist di Wheeler e Poppy, preparata da Jay Crownover su Spotify?
Eccola QUI!
Wheeler e Poppy sono la coppia perfetta sotto moltissimi aspetti, e forse il mio preferito è questo: Wheeler è un meccanico. Il suo lavoro, che è anche la sua passione, consiste nel riparare ciò che ha smesso di funzionare, e rendere più potente e più bello ciò che, al momento, sembra pronto per la rottamazione.
Ed è proprio così che si sente Poppy: si sente pronta per la discarica, indegna d'amore e di attenzioni, e terrorizzata all'idea di far avvicinare qualcuno e soffrire di nuovo... ma come si fa a resistere alla dolcezza e alle attenzioni di quello che, probabilmente, è il bravo ragazzo per eccellenza?

Io ho un debole per i bravi ragazzi, e anzi, mi sono decisamente stufata del clichè del ragazzo tormentato, scontroso e scorbutico che imperversa da tre/quattro anni, e sono stata felicissima di vedere Jay Crownover (una delle mie autrici di romance preferite) raccontare la storia di uno di loro.
Ed è una storia fatta di momenti no e di momenti di gioia, di successi e di delusioni, ma soprattutto è una storia di determinazione, del voler credere che, un giorno, Poppy lo guarderà e si fiderà abbastanza da lasciarsi amare da lui, totalmente e senza condizioni.
Esattamente il tipo di amore di cui ha bisogno la ragazza, e che in fondo ci meritiamo tutti.
Di sicuro è il tipo di amore che sogno io.

Consigliatissimo, come tutti i libri di Jay Crownover (vi ricordo che quest'anno arriva anche "Dignity": non vedo l'ora!). Anzi, se ancora vi mancasse questa serie, cosa state aspettando?
Ecco le recensioni dei volumi precedenti della serie:


Un bacio a tutte, fanciulle (e fanciulli)!
A presto <3